Rinascita e visione

Rinascita e visione

Nel 2015 Cerbaiona entra in una nuova fase sotto la guida di Gary Rieschel e Matthew Fioretti. Tradizione artigianale e rigore scientifico accompagnano la rinascita della tenuta.
Il 2015 segna l’inizio di una nuova era per Cerbaiona. Gary Rieschel, alla guida di un gruppo di investitori, insieme a Matthew Fioretti rileva l’azienda fondata nel 1977. È l’avvio di una rivoluzione: a due secoli dall’ultimo restauro dell’edificio, ricordato e certificato da una maiolica sull’affaccio della villa, l’anno impresso è il 1815.
Operare in Italia significa riconoscerne l’essenza: cura del dettaglio, sapienza artigiana, ricerca dell’armonia.
A Cerbaiona ogni pietra, ogni colore, ogni gesto risponde a questa visione, come note di una sinfonia. È la traccia che Rieschel e Fioretti vogliono lasciare su questo angolo di Toscana.
A Cerbaiona ogni pietra, ogni colore, ogni gesto risponde a questa visione, come note di una sinfonia. È la traccia che Rieschel e Fioretti vogliono lasciare su questo angolo di Toscana.
È stato determinante il passaggio da una produzione artigianale a una forma di produzione rispettosa di procedure studiate e meticolose, sia in vigna che in cantina, dove la visione parte dal creatore della bottega, altamente specializzata. Questo è l’atelier. È un microsistema di alto controllo dove il lavoro viene osservato dall’interno e improntato a un’incessante ricerca di miglioramento. 
L’atelier accoglie l’intento e la visione del maestro di bottega. La distanza tra il semplice artigianato e la creazione di un atelier è profonda. Nel primo caso il vino può essere autentico, vero, naturale, idiosincratico, piacevole, persino lodato. Ma è soltanto nell’atelier che il vino diventa raffinato, fine, trasparente e capace di restituire la purezza della materia prima: l’uva.