Chi siamo

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Cerbaiona, podere del 1454 immerso in giardini rinascimentali, con villa seicentesca e chiesetta attigua. Vigneto ad alberello e cantine d’avanguardia esprimono un Brunello di culto.
La villa padronale e la chiesetta risalgono al Seicento, ma il podere di Cerbaiona ha radici ancora più profonde: già nel 1454 c’erano vigne e proprietà registrate al fisco, dunque chiamate a pagare le tasse.
È di fresca data, invece, il cuore produttivo: cantine di vinificazione, affinamento e invecchiamento, con volte a crociera che ne fanno una basilica del vino, più il tocco di un vincellaro cinquecentesco. Attorno, giardini all’italiana che sconfinano nei filari.
Questa è Cerbaiona, azienda di un Brunello cult, 400 metri sul livello del mare, visibile da lontano come una sentinella.
È l’approdo finale di una strada che si stacca dalla principale per Montalcino, attraversa boschi e vigneti, sale, si distende, poi risale ancora. E termina proprio qui, a Cerbaiona. Allo spalancarsi del cancello si apre un mondo che ispira armonia e infonde calma. Villa, chiesetta, cantine e giardini sono in sintonia con la natura che li ospita, in un equilibrio di forme e colori.
Da secoli Cerbaiona è il volto di questo angolo di Montalcino. L’etichetta ritrae una delle cinque torri della Fortezza Montalcinese, che sta a questa cittadina come il Colosseo a Roma e racconta lo spirito fiero di Montalcino che nel 1553, assediata dalle truppe di Carlo V e dai Medici di Firenze, resistette. E vinse. Un’impresa da polis greca contro l’impero persiano. L’etichetta racchiude così il pezzo di storia più accattivante del territorio.
Cerbaiona unisce la forza della tradizione alle esigenze del presente, consapevole che “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”.
Gustav Mahler